gen 142014
 

Può capitare di dover clonare le partizioni del vostro hard disk per vari motivi, un hd danneggiato, la creazione di un RAID 1 o cose simile, allora spesso risulta noioso e poco pratica fare l’operazione mediante i normali strumenti come fdisk, in questo caso ci viene in aiuto sfdisk.

Come riportato nel manuale:

sfdisk è un programma non interattivo per la modifica della tabella delle partizioni, utile per la realizzazione di script. L’utilizzo normale di questo programma di servizio prevede la preparazione di un file contenente le istruzioni sulle partizioni da creare all’interno di un disco specificato espressamente. Anche se è prevista una sintassi apposita per queste istruzioni, può essere conveniente l’utilizzo di quanto ottenuto da un’interrogazione con lo stesso sfdisk, come verrà mostrato.

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gen 032014
 

youtube-dl_logo
In passato ho pubblicato alcuni articoli su come scaricare musica da youtube con il programma YouTube to MP3 , o video con i programmi xVideoServiceThief e flareget tutti compiono la loro funzione con interfacce grafiche, e questo può essere un grande vantaggio per molti utenti, ma altri potrebbero preferire un semplice programma a riga di comando con cui possono facilmente scaricare i video ed eventualmente estrarre l’audio in un formato specifico: youtube-dl. Continue reading »

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dic 312013
 

Interessante articolo sulla gestione dei bad blocks, pubblicato su http://virtualprivateserver.castlegem.co.uk/

L’hardware si rompe, è un fatto. Al giorno d’oggi, i dischi rigidi sono piuttosto affidabili, ma comunque ogni tanto vedremo degli errori occasionali nei drive o fargli fare qualche singhiozzo. Utilizzare smartcl/smartd per monitorare i dischi è una buona cosa, di seguito parleremo di come alcuni problemi minori possono essere gestiti senza effettivamente dover riavviare il sistema – è ancora a propria discrezione di un amministratore di sistema il giudicare le circostanze correttamente e valutare se gli errori del disco sono un incidente di una volta o indicano che il disco si sta rompendo del tutto. Continue reading »

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dic 302013
 

Probabilmente tutti coloro che utilizzano un terminale conoscono il comando grep, dalla sua pagina man:

grep cerca nei file dati in input (o standard input se nessun file viene dato, o se un singolo trattino-meno (-) è dato come nome del file) per le linee che contengono una corrispondenza al modello dato. Per impostazione predefinita, grep stampa le linee corrispondenti.

Quindi questo è lo strumento migliore per cercare all’interno di file di grandi dimensioni per una stringa specifica, o il nome di un processo specifico all’interno dell’elenco completo dei processi in esecuzione, ma ha un piccolo limite, cerca la stringa esatta che si chiede, mentre talvolta potrebbe essere utile fare una ricerca “approssimata” o anche detta “fuzzy”.

Per questo obiettivo il programma agrep è stato sviluppato, da wikipedia possiamo vedere qualche dettaglio di questo software:

agrep (grep approssimativo) è un programma di ricerca di stringhe approssimativo proprietario, sviluppato da Udi Manber e Sun Wu tra il 1988 e il 1991, per l’utilizzo con il sistema operativo Unix. E’ stato poi portato su OS/2, DOS e Windows.

Seleziona l’algoritmo più adatto per la query corrente da una varietà delle più veloci (built-in) algoritmi di ricerca tra stringhe, tra cui Manber e l’algoritmo bitap di Wu basato sulla distanza Levenshtein.

agrep è anche il motore di ricerca nel programma indicizzatore GLIMPSE. agrep è gratuito solo per uso privato e non commerciale, e appartiene alla University of Arizona.

Quindi è closed source, ma per fortuna c’è un’alternativa open source source: tre-agrep

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dic 282013
 

Articolo di Alessio Bash, già pubblicato sul suo ottimo blog

Molte policy di sicurezza prevedono di cambiare il numero della porta del servizio SSH per garantire una maggiore sicurezza in un sistema Linux. Situazione ormai ovvia in tutto il mondo IT e utilizzata maggiormente dagli utenti che possiedono un proprio server privato. Oggi voglio farvi vedere come aggiungere un’altra policy di sicurezza al servizio SSH senza dover cambiare porta. Si tratta di inglobare il famosissimo Google Authenticator al servizio ssh, in modo tale da avere una sicurezza a due passaggi, ovvero, inserendo la propria password più la combinazione data dall’applicazione G.A. Vediamo dunque come fare tutto questo…

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