Aug 292010
 

ImageMagick Normalmente quando si parla di programmi per editare le immagini si pensa a programmi grafici come The Gimp o photoshop, ma non sono l’unica alternativa.

Imagemagick è una suite di programmi utilizzabili da linea di comando per modificare e trasformare immagini, può sembrare più scomodo ma in realtà è una opzione molto potente per elaborare molte immagini in poco tempo o includere l’elaborazione delle immagini in programmi web o script bash.


Ecco qualche utile esempio per utilizzare questi comandi, il primo che guarderemo è convert:

Per iniziare, permette di convertire un immagine in formato JPEG a PNG:

$magick> convert rose.jpg rose.png

Quindi, riduciamo le dimensioni dell’immagine prima di essere scritto in formato PNG:

$magick> convert rose.jpg -resize 50% rose.png

Conversione da PNG in JPG. Usare “-quality” per selezionare la
qualità (da 20 qualità molto bassa a 100 qualità originale) e “-scale” per ridurre le dimensioni.

$magick> convert -scale 50% -quality 80% old.png new.jpg

Qui diamo un formato polaroid ad una miniatura della foto. L’immagine è fatta guardando la scala a chiocciola (dal basso), all’interno dell’arco di Trionfo a Parigi. Si tratta di una scala molto lunga!.

$magick> convert spiral_stairs_sm.jpg -thumbnail 120×120
-bordercolor white -background black +polaroid poloroid.png

Questo operatore è molto complesso, in quanto aggiunge un bordo (opzione “-bordercolor”), ‘arriccia’ il giornale, e aggiunge un colore inverso per l’ombra. Il colore dell’ombra può essere controllato dall’impostazione “-background”.

Convertiamo una sequenza di immagini (dna.1 dna.2, etc…) in una gif animata con ritardo tra un frame e un altro di 20 centesimi di secondo.

$magick>convert -delay 20 dna.* dna.gif

Ma il vero punto di forza del comando convert si può vedere in un piccolo script bash, supponiamo di voler convertire tutti i file jpg presenti nella directory corrente e sottodirectory a png

$magick>find . -name “*png” | xargs -l -i basename -s “.png” “{}” | xargs -l -i convert -quality 85% “{}.png” “{}.jpg”

Il “-l” di xargs fa processare una linea alla volta. Il “-i” significa che il “{}” viene sostituito al nome del file. Il “basename -s” toglie il suffisso.

Mogrify: serve a modificare un’immagine o una sequenza di immagini. Le possibilità di modifiche sono praticamente infinite, si può cambiare il formato, la profondità di colore, si possono ruotare le immagini, ecc… Attenti poiché il comportamento di default è quello di eliminare il file originale, se invece volete mantenere gli originali usate convert

Trasforma tutti i file jpg in formato png.

$magick> mogrify -format png *.jpg

Riduce larghezza e altezza del 50%.

$magick> mogrify -resize 50%x50% immagine.jpg

Riduce la dimensione di tutte le immagini jpg contenute nella cartella corrente in modo che il lato più lungo sia 200 pixel., mantenendo le proporzioni.

$magick> mogrify -resize 200×200 *.jpg

Display: è l’unico che ha un’interfaccia totalmente grafica. Il menù, che si attiva cliccando all’interno della finestra che appare dopo aver lanciato in ambiente grafico “display”, presenta tutte quelle opzioni altrimenti attivabili con gli altri tool testuali. Non vi resta che navigare all’interno dei menù per scoprire le opzioni disponibili. Purtroppo manca del tutto un riscontro visivo, un’anteprima, delle azioni intraprese. Se non si sa bene cosa fare e in che misura, diventa un programma estremamente complesso e frustrante da usare (lo stesso vale anche per gli altri strumenti).

Import: è usato per catturare schermate dello schermo intero o di finestre o di parti di esse presenti sullo schermo. Dopo aver digitato “import” in una console apparirà una croce, basterà cliccare in una finestra o sul desktop e apettare un bip per averne una istantanea. Se invece si è interessati a parti dello schermo basterà portare la croce dove ci interessa, cliccare col tasto sinistro e mantenendo premuto trascinare il cursore a forma di croce fin dove ci interessa. Se non vengono date opzioni aggiuntive la “fotografia” dello schermo sarà salvata nella cartella di lavoro col formato miff.

Animate: prende la serie di immagini passate come argomento e le mostra a video come un’animazione. Non salverà nulla sul disco.

$magick> animate -delay 100 immagine1.miff immagine2.miff immagine3.gif

Identify: identifica alcune caratteristiche del file: formato, dimensioni, numero di colori ed altro. Se viene aggiunta l’opzione -verbose: “identify -verbose” saranno mostrati anche altre informazioni tra cui gli eventuali commenti.

Infine vi consiglio questi filmati dove viene mostrato ImageMagick in azione


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  One Response to “Guida a Imagemagick”

  1. […] quick look at ImageMagick Filed under: Linux — 0ddn1x @ 2010-09-07 19:20:55 +0000 http://www.linuxaria.com/article/guida-a-imagemagick Leave a Comment TrackBack […]

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