Aug 312011
 

Questa è la seconda e ultima parte del mio articolo sulla realizzazione di una soluzione di monitoraggio distribuito con Nagios, è possibile trovare la parte 1 qui

Configurazione Centrale

Ora sapete tutto quello che dovete sapere per impostare i controlli sui servizi del server slave e come inviare le informazioni dal server slave al master.

Un vantaggio di una configurazione master/slave è la possibilità di configurare centralmente tutti i nodi Nagios, sia master che slave. Ci sono molti modi per farlo.

Uno dei miei modi preferiti per la gestione distribuita di configurazione di Nagios è quello di usare un sistema di controllo di versione (VCS), come ad esempio SVN. In questa configurazione si memorizzano tutte le configurazioni sotto il VCS (che è una buona pratica in ogni caso, per mantenere i vostri file di configurazione con un numero di versione e una cronologia delle modifiche). Ed i vari siti Nagios hanno ciascuno le proprie directory dove mettere i propri file, vi suggerisco una configurazione di questo tipo:

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Aug 302011
 

Questo è un mio articolo pubblicato originariamente su Openlogic/Wazi

Nagios , è la principale applicazione open source di monitoraggio per infrastrutture, è possibile monitorare l’intera struttura aziendale utilizzando uno schema di monitoraggio distribuito in cui le istanze locali di Nagios (chiamate slave) eseguono le attività di monitoraggio e riferiscono i risultati ad una istanza centrale (chiamata master).Tutta la gestione della configurazione, le notifiche ed i report sono effettuati dal master, mentre gli slave fanno tutto il lavoro.

Questo progetto sfrutta la capacità di utilizzare in Nagios i controlli passivi – ovvero applicazioni esterne o processi che inviano i risultati a Nagios. In una configurazione distribuita, queste applicazioni esterne sono altre istanze di Nagios.
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